Meno rifiuti e più differenziata: lo studio sui Comuni commissariati

Studio sulla raccolta differenziata nei Comuni commissariati: banner con carta, vetro e alluminio.

Una ricerca dell’Università di Pisa rileva miglioramenti nella gestione dei rifiuti negli anni successivi allo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. I risultati emergono gradualmente e riguardano anche la riduzione dei rifiuti prodotti.

La gestione dei rifiuti nei Comuni interessati da infiltrazioni mafiose è al centro di uno studio di Lucio Masserini e Giulia Romano, del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista scientifica Statistics and Public Policy.

La ricerca, presentata dall’Ateneo il 21 ottobre 2026, analizza l’andamento della raccolta differenziata e della produzione di rifiuti negli anni successivi allo scioglimento dei consigli comunali. Il quadro restituisce miglioramenti che si sviluppano nel tempo.

Uno studio su 5.960 Comuni italiani

L’analisi considera i dati di 5.960 Comuni nel periodo 2010–2021. Tra questi, 88 hanno subito lo scioglimento del consiglio comunale per sospette infiltrazioni mafiose.

I casi si concentrano soprattutto in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, ma interessano anche altre regioni. La ricerca ha quindi una dimensione nazionale.

Più differenziata e meno rifiuti per abitante

Secondo i risultati illustrati dall’Università, la quota di raccolta differenziata comincia a crescere dal terzo anno dopo lo scioglimento. Tra il quinto e il settimo anno, l’aumento stimato è di circa 12–13 punti percentuali rispetto ai livelli di riferimento.

Si osservano inoltre riduzioni della produzione annua per abitante:

  • circa 50–60 chilogrammi in meno di rifiuti totali;
  • circa 30 chilogrammi in meno di rifiuti indifferenziati.

Il miglioramento riguarda dunque sia la raccolta differenziata sia la quantità di materiale da gestire e smaltire.

Risultati graduali, non automatici

Questi dati non significano che ogni commissariamento produca necessariamente gli stessi risultati. Lo studio rileva un’associazione tra lo scioglimento dei consigli comunali, la successiva riorganizzazione amministrativa e il miglioramento degli indicatori ambientali.

Anche il riferimento temporale è importante: i cambiamenti si osservano negli anni successivi allo scioglimento, non soltanto durante la gestione commissariale. Non si tratta quindi di un effetto immediato.

Uno spunto per gli enti locali

Per le amministrazioni, la ricerca offre un’occasione per riflettere sulla lettura dei risultati del servizio rifiuti.

Come considerazione operativa, affiancare alla percentuale di raccolta differenziata la produzione totale e la quantità di indifferenziato per abitante permette di osservare più aspetti del servizio. Una percentuale, da sola, non descrive infatti tutte le quantità che un ente deve gestire.

È lo spunto che STEMi propone agli enti locali a partire dalla ricerca: utilizzare indicatori complementari per seguire l’evoluzione del servizio nel tempo e individuare gli aspetti da approfondire.

Fonti e approfondimenti

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