
La preparazione dei bandi per le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo coinvolge i singoli enti concedenti. In Calabria, le linee guida regionali supportano le valutazioni dei Comuni costieri: non costituiscono un bando unico regionale e non fissano una data comune di pubblicazione. Per predisporre le rispettive procedure, gli enti devono organizzare informazioni aggiornate, documenti e verifiche.
Il lavoro preparatorio serve a conoscere le aree interessate, individuare gli elementi da approfondire e organizzare il contributo dei diversi uffici. Affrontare questi aspetti soltanto durante la stesura del bando può rendere più complessa l’istruttoria.
Da dove iniziare? Le cinque attività illustrate di seguito costituiscono una traccia organizzativa per gli enti, con particolare attenzione al contesto calabrese. Vanno adattate alle caratteristiche del territorio e alla disciplina applicabile e non sostituiscono le verifiche e la documentazione previste dalle linee guida regionali.
Chi pubblica i bandi e quali sono i tempi?
I bandi sono pubblicati dagli enti concedenti per le aree di rispettiva competenza. Non esiste quindi una sola data di uscita valida per tutti i Comuni calabresi.
Per i titoli richiamati dall’articolo 4, comma 3, della legge n. 118/2022, la disciplina nazionale prevede, in sede di prima applicazione, l’avvio delle procedure entro il 30 giugno 2027. Si tratta di un termine massimo, non di una data da attendere per iniziare il lavoro.
La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che le procedure devono essere avviate senza indugio e possono concludersi prima dei termini massimi previsti dalla legge.
1. Ricostruire il quadro delle concessioni esistenti
Il primo passo è disporre di una ricognizione attendibile delle concessioni e delle relative aree.
Per ciascuna posizione è utile raccogliere in un fascicolo:
- il titolo concessorio e i successivi atti;
- l’identificazione del concessionario e la destinazione d’uso;
- la superficie e la delimitazione dell’area;
- la durata indicata negli atti e i provvedimenti che hanno interessato il rapporto;
- le informazioni disponibili su canoni, autorizzazioni e contenziosi.
La presenza di documenti in archivio, da sola, non garantisce che il quadro sia completo. Occorre verificare che gli atti siano reperibili, leggibili e coerenti tra loro.
L’obiettivo è distinguere ciò che risulta già documentato da ciò che richiede integrazioni o verifiche. Un prospetto riepilogativo può aiutare gli uffici a individuare le priorità.
2. Verificare aree, pianificazione e vincoli
Alla ricognizione amministrativa deve affiancarsi quella territoriale.
Prima di definire l’oggetto dell’affidamento, è opportuno confrontare la documentazione delle concessioni con la cartografia disponibile, gli strumenti di pianificazione e le condizioni effettive dei luoghi.
Tra gli aspetti da approfondire rientrano:
- la corrispondenza tra perimetri riportati negli atti e rappresentazione cartografica;
- le destinazioni previste dalla pianificazione costiera;
- gli accessi al mare e le aree destinate alla libera fruizione;
- i vincoli paesaggistici, ambientali e gli eventuali profili di rischio;
- la presenza di opere e manufatti, con la relativa documentazione.
Questa ricognizione consente di far emergere eventuali criticità prima della predisposizione degli atti. Le verifiche preliminari non sostituiscono le autorizzazioni previste, ma aiutano a individuare quali approfondimenti siano necessari.
3. Organizzare le valutazioni e la relazione tecnica comunale
In Calabria, le linee guida adottate con la D.G.R. n. 663 del 14 ottobre 2026, pubblicata sul BURC n. 218 del 21 ottobre, distinguono la valutazione della scarsità della risorsa spiaggia da quella dell’interesse transfrontaliero certo.
Le schede regionali richiedono dati oggettivi, aggiornati, verificabili e documentabili, indicando le rispettive fonti. Occorre distinguere i dati dalle elaborazioni e motivare i punteggi assegnati.
Alle schede deve accompagnarsi una relazione tecnica comunale, che illustri come sono state acquisite le informazioni, i criteri utilizzati e le motivazioni delle conclusioni.
Il Piano Comunale Spiaggia (PCS) e la relativa cartografia hanno un ruolo specifico nella valutazione della non scarsità: la scheda regionale precisa che tale verifica acquista efficacia dalla data di approvazione del PCS.
Gli esiti comunali sono sottoposti alla verifica regionale di competenza, con convalida. Le valutazioni devono essere riviste ogni cinque anni e quando i parametri cambiano in maniera sostanziale.
Per il contesto regionale è disponibile il precedente approfondimento STEMi sulle linee guida per i Comuni costieri.
4. Raccogliere la documentazione tecnica ed economica
Anche gli aspetti economici richiedono una preparazione anticipata, soprattutto quando la procedura interessa un rapporto concessorio esistente.
È utile individuare la documentazione disponibile sulle opere e sugli investimenti, le eventuali informazioni mancanti e gli approfondimenti professionali necessari.
L’articolo 4, comma 9, della legge n. 118/2022, come modificato dal decreto-legge n. 131/2024, convertito dalla legge n. 166/2024, disciplina l’indennizzo al concessionario uscente in caso di subentro. La disposizione prevede l’acquisizione della relativa perizia prima della pubblicazione del bando. È quindi un passaggio da considerare nell’organizzazione dell’istruttoria, distinto dalle valutazioni previste dalle linee guida calabresi.
La raccolta dei documenti non equivale al riconoscimento automatico di un importo. Serve a predisporre gli elementi necessari alle successive valutazioni, secondo la normativa applicabile.
5. Definire responsabilità e calendario di lavoro
Le attività preparatorie possono coinvolgere demanio, ufficio tecnico, urbanistica, tributi, ragioneria e supporto giuridico, secondo l’organizzazione dell’ente.
Per evitare richieste duplicate o passaggi non coordinati, è utile predisporre un calendario interno che indichi, per ogni attività:
- l’ufficio incaricato;
- il documento o il risultato atteso;
- gli eventuali contributi di altri soggetti;
- il termine previsto;
- le verifiche necessarie per procedere.
Una cartella documentale condivisa, con versioni riconoscibili degli elaborati, può agevolare il lavoro. Anche le richieste di integrazione dovrebbero essere tracciate, così da mantenere aggiornato lo stato dell’istruttoria.
Il calendario deve seguire le dipendenze tra le attività: alcuni contenuti del bando possono essere definiti soltanto dopo aver completato le verifiche che li giustificano.
Preparare l’istruttoria per costruire un bando più chiaro
Una procedura trasparente richiede anche una preparazione accurata. La disciplina nazionale richiama, per gli affidamenti interessati, i principi di pubblicità, imparzialità, partecipazione e parità di trattamento.
Per i Comuni, organizzare in anticipo fascicoli, verifiche e responsabilità significa creare le condizioni per descrivere con maggiore precisione le aree e le condizioni dell’affidamento.
Il punto di partenza è concreto: conoscere la situazione esistente, individuare ciò che manca e assegnare tempi e responsabilità per completare il lavoro.
Fonti e riferimenti
- Regione Calabria – Linee guida sulla scarsità della risorsa spiaggia e sull’interesse transfrontaliero certo
- Gazzetta Ufficiale – Decreto-legge n. 131/2024, testo coordinato con la legge di conversione n. 166/2024
- Giustizia Amministrativa – Concessioni demaniali marittime: termini e procedure selettive




