
Dalla disponibilità delle spiagge alle verifiche sulle concessioni: le indicazioni regionali offrono ai Comuni un riferimento per organizzare dati, documenti e valutazioni.
La Regione Calabria ha adottato le nuove linee guida per la valutazione della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo nelle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.
Il provvedimento, approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 663 del 14 ottobre 2026, è stato pubblicato sul BURC n. 218 del 21 ottobre 2026, in attuazione della legge regionale n. 15/2026.
Per i Comuni costieri, le indicazioni rappresentano uno strumento di supporto alle verifiche necessarie per la gestione delle concessioni.
La disponibilità delle spiagge da valutare
La “scarsità della risorsa spiaggia” riguarda la disponibilità effettiva delle aree utilizzabili per le attività considerate.
Le schede regionali esaminano il Piano Comunale di Spiaggia, le aree già in concessione, quelle ancora assegnabili, le spiagge libere e accessibili e i vincoli presenti. Considerano anche la popolazione residente e turistica in rapporto agli spazi fruibili.
La valutazione richiede quindi una conoscenza aggiornata del territorio, che vada oltre la sola estensione della costa.
L’interesse di operatori di altri Paesi europei
L’“interesse transfrontaliero certo” riguarda la possibilità concreta che una concessione attragga imprese di altri Stati membri dell’Unione europea.
È una verifica distinta da quella sulla disponibilità della spiaggia. Tra gli elementi considerati rientrano il rilievo economico della concessione, la posizione, l’accessibilità e le caratteristiche dei servizi offerti.
Il ruolo dei dati e della relazione tecnica
Le linee guida prevedono l’utilizzo di dati aggiornati e verificabili, con indicazione delle fonti, accompagnati da una relazione tecnica comunale che illustri il metodo seguito e motivi le conclusioni.
Le valutazioni devono essere ripetute ogni cinque anni o in caso di sensibili variazioni dei parametri di riferimento.
Per organizzare questo lavoro, può essere utile raccogliere in un fascicolo condiviso le cartografie, gli atti delle concessioni e le informazioni disponibili presso i diversi uffici.
Un primo controllo riguarda la coerenza dei documenti: la superficie indicata negli atti corrisponde a quella rappresentata nelle mappe? Le informazioni sono aggiornate? È possibile ricostruire la provenienza di ciascun dato?
Chiarire questi aspetti aiuta a individuare eventuali informazioni mancanti e a programmare le verifiche successive.
Le indicazioni regionali nel quadro europeo
Le linee guida devono essere applicate nel rispetto della normativa nazionale e del diritto dell’Unione europea.
Nella sentenza del 20 aprile 2023, causa C-348/22, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha chiarito che, quando le risorse disponibili sono scarse, l’assegnazione richiede una selezione imparziale e trasparente e non può avvenire attraverso rinnovi automatici.
La Corte ha inoltre precisato che l’applicazione della direttiva servizi non dipende dalla presenza di un interesse transfrontaliero certo. L’assenza di interesse da parte di imprese di altri Paesi europei non basta, da sola, a escludere le regole della direttiva.
Le verifiche comunali richiedono pertanto un esame documentato delle condizioni del territorio e della disciplina applicabile.
Organizzare il lavoro prima delle procedure
Per gli Enti, disporre di informazioni complete e coerenti significa poter affrontare le successive decisioni su basi più solide.
Individuare gli uffici coinvolti, assegnare le verifiche e definire un calendario interno può aiutare a gestire le attività con maggiore ordine, rendendo riconoscibili responsabilità e passaggi ancora da completare.
Con questo articolo STEMi avvia una serie di approfondimenti sulle concessioni marittime, dedicata alle esigenze delle amministrazioni. Il prossimo appuntamento sarà dedicato alle attività da organizzare prima della pubblicazione del bando.
Fonti istituzionali
- Regione Calabria – Deliberazione n. 663/2026 e linee guida
- Corte di giustizia dell’Unione europea – Comunicato sulla sentenza C-348/22



